Il racconto dell’evento “IMMIGRAZIONE: RIFLESSIONE E CONFRONTO”

E’ stata davvero una bella  serata di riflessione, condivisione e convivialità  quella vissuta  Sabato 18  febbraio  dalla nostra comunità e promossa  dall’Azione Cattolica parrocchiale sul tema  dell’ immigrazione.

Non una conferenza,  ma un racconto  di esperienze  e di  testimonianze   di   quanti operano  a contatto con  centinaia di persone  che scappano dai loro Paesi (soprattutto africani) in cerca di migliori condizioni di vita.   Gabriella e Ilaria, operatrici del GUS  (Gruppo Umana Solidarietà) una ONG attiva nel nostro territorio, si occupano delle prime fasi dell’accoglienza   agli immigrati: ricerca della casa, assistenza sanitaria e giuridica, ecc;    Tina, docente di  italiano nella scuola Media di Minturno dove sono stati attivati corsi di italiano per stranieri, ci fa comprendere  il desiderio,  ma anche la difficoltà  e la necessità di apprendere la lingua come  passo imprenscindibile per l’integrazione;  Stefania,  responsabile del  progetto “Volontariato e scuola”  lavora con studenti  e docenti delle scuole del sud  Pontino  per promuovere una vera cultura dell’accoglienza .  Ma a parlare sono stati , soprattutto,  gli sguardi  pieni di tristezza  e di speranze e   le parole  pronunciate in  un italiano incerto ma fortemente espressivo,  di Andrew  ( Sierra Leone) , di Temitope ( Nigeria)  e di altre  famiglie  stabilitesi  da qualche mese nella nostra città e che hanno cominciato a frequentare la nostra comunità. 

L’incontro,  terminato intorno alla mensa  in un’atmosfera di convivialità  e di festa ,  è stato un primo passo  per favorire la conoscenza  di  mondi e realtà culturali diverse e per individuare nuove strade  per una vera cultura dell’accoglienza e dell’integrazione.  

 

IL FUTURO DEI MIEI


Un bellissimo racconto, un dialogo fra zio e nipote su una carretta del mare, che può aiutarci a dare un significato diverso alle parole extracomunitario, immigrato, clandestino. 

Alessandro Ghebreigziabiher

Su una nave. In mare. Da qualche parte.
«Zio Amadou?».
«Sì…»
«Zio?».
«Sì?».
«Mi senti?».
«Sì che ti sento…».
«Ma non mi guardi.. .».
L’uomo si volta ed accontenta il nipote. «Stai tranquillo, gli dice inarcando il sopracciglio sinistro, le mie orecchie funzionano bene anche senza l’aiuto degli occhi…». E si volta a studiare le onde.
Il ragazzino, poco più di sei anni, lo osserva dubbioso, tuttavia si fida e riattacca: «Zio… Tu conosci bene l’Italiano?» .
«Certo, laggiù ci sono già stato due volte».
«Conosci proprio tutte le parole?»
«Sicuro,Ousmane».
Il nipote si guarda in giro, come se avesse timore di essere udito da altri, e arriva al sodo: «Cosa vuol dire extracomunitario?».

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Carnevale in tempo di Quaresima: nessuna risposta diretta dalla “politica”

Nessuna risposta diretta dalla “politica” in merito alla presa di posizione negativa per la celebrazione del carnevale in tempo di Quaresima: e nel rito latino sabato 4 marzo è tempo di Quaresima! Un ulteriore beffa sono le parole del presidente del Consiglio comunale di Minturno riportate dal quotidiano.
Latina  Editoriale oggi: il rilancio dell’economia partendo dal Carnevale! Non entro in merito a tali dichiarazioni, ma ribadisco il concetto che un’Amministrazione comunale, maggioranza e opposizione, non può non tener conto delle cadenze dei tempi della fede di tanti credenti: il popolo ha bisogno di divagarsi, ma nel rispetto anche di altri e di una società la cui stragrande maggioranza si dichiara cattolica e, paradossalmente, anche gli Amministratori,  che hanno deciso di trasgredire le tradizioni e la sensibilità dei credenti veri, si dichiarano appartenenti alla Chiesa cattolica!                 

                                                                                                      don Simone